Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Segui il Canale di Youtube Seguimi su Pinterest

sabato 17 settembre 2016

Come estirpare dalla tua vita l'insicurezza

Il post di oggi tratta una tematica molto interessante e di un'attualità quasi sconcertante.
L'insicurezza è la chiave moderna che accompagna tardivamente le nostre decisioni, o meglio le nostre "non decisioni".
Decisioni o scelte, stabilite in base a criteri assurdi e figlie di quelle "seghe mentali" oramai tanto note, grazie al nostro amico Giacobbe.

 “Si può imparare qualcosa da un temporale. Se accettiamo di bagnarci sin dal principio, eviteremo ogni incertezza e non per questo ci bagneremo di più. Tale consapevolezza si applica a tutte le cose.”
  
Yamamoto Tsunetomo


Cosa è l'insicurezza?

In linea di massima, parliamo di una condizione emotiva di cui tutti facciamo esperienza durante la nostra vita.
Nulla di preoccupante nè di allarmante, a patto che, non sia correlata ad altri tipi di comportamenti ossessivi-compulsivi. 
L'insicurezza è anche una risorsa poichè attiva la nostra capacità di discernimento, quella facoltà mentale che ci permette di valutare, giudicare e distinguere.
Tuttavia, l'insicurezza, diventa patologica quando anzichè essere legata ad una specifica situazione, diventa un'ossessione che permane nel tempo, che interessa più ambiti e tocca anche le banali scelte quotidiane.
I classici sintomi legati all'Insicurezza sono:
  • senso di smarrimento;
  • dubbio continuo su quello che si pensa o sceglie;
  • credere di aver preso la decisione sbagliata. 
 Prima di andare oltre, dobbiamo effettuare una distinzione:
  1. vivo un momento particolare della mia esistenza, mi trovo dinnanzi ad una scelta tra più alternative, dovrò valutare quella giusta. In questo caso è normale ed auspicabile trovarci a coesistere con l'incertezza. Sarà proprio quell'insicurezza a mettere in moto la capacità di distinzione che ci porterà a prendere la scelta più opportuna. Una volta presa la decisione, termina l'insicurezza, sono soddisfatto della mia scelta.
  2. sto tornando a casa dal lavoro, mi trovo nel parcheggio di casa mia con posti non assegnati. Ci sono 3 posti liberi, resto 10 minuti per scegliere quale sia quello più opportuno, poi finalmente in base a non so quale criterio ne scelgo uno. Vado via, ma per strada mi assale un dubbio: "forse era meglio il posto a fianco"!! Torno indietro, cambio posto. Vado via. Per strada mi assale un altro dubbio: "forse era meglio il posto di prima"!! E così all'infinito..... Ecco in questo caso l'insicurezza è patologica e cela altri disturbi che poi analizzeremo.
Le cause dell'insicurezza 

L'insicurezza è una conseguenza di alcune patologie ed abitudini sbagliate.
E' figlia di una situazione comportamentale al limite, schiava di uno stress di fondo e delimitata dall'incapacità di affrontare determinate situazioni.
In linea di massima le cause sono da ricercarsi nella:
"Chi assume le decisioni con rapidità ed oculatezza, sapendo quel che vuole, di solito lo ottiene". Così scriveva Napoleon Hill.
Il mix di queste mancanze fa parte di cattive abitudini assunte fin da quando eravamo bambini.

Varietà di pensieri 

 

Lo psicologo statunitense Abraham Maslow,si proprio quello della "scala dei bisogni", descrive una persona insicura nei seguenti termini: “l’insicuro percepisce il mondo come una giungla piena di minacce e molti esseri umani come pericolosi ed egoisti; si sente rifiutato e isolato, ansioso e ostile; è generalmente pessimista e infelice; mostra segni di tensione e conflitto; è preoccupato da sensi di colpa; ha dei problemi di autostima; tende ad essere nevrotico ed è solitamente egoista ed egocentrico.”
Questa definizione coglie tutte le varie componenti che legano tra loro l'insicurezza ad una persona.

La vita ti sembrerà una minaccia continua, le altre persone addirittura un pericolo da scansare, ecco che scatterà l'isolamento psicologico.
Ti senti solo, demotivato, sempre in conflitto con te stesso e gli altri, in preda ai sensi di colpa per cose che non hai mai commesso.
Ogni giorno una nuova nevrosi dettata dal tuo egoismo, ecco si, sei un egoista!
Sai perchè?
Perchè cerchi approvazione, per questo sei insicuro.
Non hai il coraggio di prendere le decisioni nella tua vita, vuoi che lo facciano gli altri per te.
Pensi che il mondo ruoti attorno al tuo ego.
Vuoi essere amato e coccolato anche a 40 anni!
Ma non ti basta, sei sempre pronto a criticare ed invidiare gli altri. 

Ma non preoccupartene non è solo colpa tua, molto te lo hanno inculato da piccolo.
Le aspettative che hanno riversato su di te ora ti schiacciano.
Non ti hanno fatto crescere, ti hanno tolto la libertà.
Tu poi, da bravo egoista, hai continuato a marciarci!

Consigli e rimando 

Ho una buona notizia per te!
L'insicurezza puoi vincerla, estirpandola definitivamente dalla tua vita.
Come per ogni obiettivo, logicamente devi volerlo.
Volere significa provare e riprovare finchè non riesci nel tuo intento!
Cambia tecnica, tattica, vita, quello che vuoi: ma devi riuscirci! 
In questo post ti darò solo qualche input, lasciandoti ragionare su tutto il resto.
Ora voglio fornirti 3 consigli che spero ti allarghino prospettive e direzioni, facendoti ragionare sul percorso da intraprendere.

  1. Comincia con l'amarti davvero. Smettila di avercela con te stesso per cose passate, o addirittura mai accadute. La vita è troppo breve per sprecarla rimproverandoti, rimuginare non ti servirà a nulla. Tutto scorre, tutto ha un inizio ed una fine, devi imparare solo a viverne i momenti.Ti crei troppe aspettative, vorresti la perfezione e finisci sempre col prendertela con te stesso. Sei un semplice cittadino del mondo, impara a viverlo.
  2. Sii grato per ciò che hai. Nel tuo egoismo c'è anche questo, non apprezzi ciò che hai. Ora starai pensando: ma che vuole questo? Io sono grato ed amo le persone che abitano la mia esistenza! Invece ti dico di NO! Sei egoista quindi non ami veramente, sei insoddisfatto quindi insicuro, alla fine non apprezzi ciò che hai. Sei distratto da troppe cose, pensi di poter ottenere tutto, credi che l'amore si scriva sui muri. No l'amore non si scrive sui muri, l'amore e la riconoscenza sono costruiti su mattoni che si chiamano SACRIFICI! che brutta parola, sacrificio sai cosa è? Quando i miei genitori rinunciavano alle loro vacanze, per mandare me, ipocrita adolescente. Quando in sala parto una madre rinuncia alla sua vita pur di far nascere il frutto del suo amore. Quando sarai pronto a rinunciare a quel che hai di più caro, in virtù di un amore profondo, allora amerai davvero e ti libererai dal tuo egoismo. Il resto sono sono parole, telecomando e televisione!
  3. Cambia! Detto tra noi: chi te lo fa fare? Vivere una vita infelice, tormentata da continui dubbi, ansie, paure e fobie. Puoi farcela, devi volerlo! Non esistono scuse, se continui a comportarti come hai sempre fatto di certo non rinnoverai il tuo essere. Tutto parte da te, inizia e finisce con la tua volontà. 

La settimana prossima sarà disponibile anche un inserto speciale: "Insicurezza:10 tecniche per superarla", in cui fornirò esempi pratici e nuovi dogmi da risolvere.
Per ricevere l'inserto basta iscriversi alla newsletter di culturaperta, ti aspettano anche tanti altri inserti.


Tu cosa aspetti? NON ESSERE INSICURO, Iscriviti alla newsletter di culturaperta ed otterrai: 
  • Anteprima dell’articolo in uscita sul blog;
  • Accesso all'area premium, dove potrai scaricare tutte le guide e gli inserti speciali;
  •   Sconti e promozioni.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


 Dai fallo sto sforzo, è gratis ed è un modo per gratificare il mio  lavoro!!!

Foto tratta da Google Immagini
Continua a leggere...

sabato 28 maggio 2016

Come trovare la felicità

Ne abbiamo sentito spesso parlare, abbiamo letto fin troppe volte le sue regole, dialogato col nostro io, per comprenderne le dinamiche.

Eppure, qualcosa non torna!


Non esiste una strada verso la felicità.La felicità è la strada
(Confucio)



Un primo approccio

Avrei voluto scrivere un post sulla felicità da molto tempo. Spesso ci ho pensato, riflettuto e stilato bozze ma non riuscivo quasi mai ad arrivare al punto.
La felicità! Bella parola, mentre la pensi scatta qualcosa nella mente, inizi ad ondeggiare tra i pensieri più belli, nelle vacanze trascorse o da fare, nei ricordi che hanno segnato la tua vita in quei giorni indimenticabili, nei sogni che danno moto alla tua esistenza.
Eppure qualcosa non quadra.
Dopo tutta questa introduzione mi sono ricordato di quante volte non mi sono sentito soddisfatto, di tutti quei casi in cui mi mancava l’armonia.
La felicità è il senso di soddisfazione che appaga i tuoi bisogni.
Un’incontrollabile dipendenza dal buon umore, una sorta di camicia di armonia: uno straordinario senso di quiete.
Poi ho letto un articolo in cui alcuni studiosi affermavano che oggi la gente è infelice.
Gli psicologi David Myers e Ed Diener hanno analizzato i bisogni di felicità umana nei Paesi industrializzati osservando come la felicità resti sempre più lontana dai nostri sensi. “Rispetto al 1957 gli americani hanno il doppio delle automobili per persona, e in più forni a microonde, televisore a colori, videoregistratori, condizionatori d'aria, segreterie telefoniche e scarpe da ginnastica di marca nuove per 12 miliardi di dollari l'anno. Allora, sono più felici del 1957? No”.
Come sempre molto dipende da ciò che ti passa nella mente e da come decidi di affrontare la vita.

Il pensiero unico

Molti “guru” della crescita personale si battono per dimostrare come si possa essere felici applicando questa teoria o quell'esercizio.
I guru del “pensiero positivo” spesso compiono l’errore di considerare ogni individuo come “un uomo senza patria e senza tempo”.
L’universalità di queste teorie si spegne inevitabilmente dinnanzi le differenze geografiche, anagrafiche, di reddito, di personalità, di aspettative e quant'altro.
Tutto questo per dirti che non esiste una formula unica per arrivare alla felicità.
Se è vero che siamo tutti diversi, ognuno ci arriverà a modo suo.

Una teoria alternativa

Per lo scrittore svizzero Rolf Dobelli, autore del saggio The Art of Thinking Clearly, non sappiamo cosa ci renda felici.
In compenso conosciamo cosa distrugge il successo e ci allontana dalla gioia.
Il punto chiave del pensiero di Dobelli risiede nella rimozione di questi ostacoli.
I 5 punti che suggerisce Dobelli, in una recente intervista, sono i seguenti:

1. Gli esseri umani non riescono a comprendere dove si trova la felicità. Questo punto riguarda i materialisti: la macchina nuova, lo smartphone nuovo, sono gioie illusorie che non durano più di 6 mesi. Per trovare la vera felicità, suggerisce l’autore, bisogna saper aspettare. 
2. Rimuovere il concetto del "carpe diem". Su questo punto devo aprire una grande partentesi. Non molti sanno che la locuzione “carpe diem” è tratta delle odi di Orazio.
Orazio chi? Era un poeta latino, uno dei migliori dell’antichità. Tornando alla nostra locuzione: carpe diem significa cogli il giorno, tradotta anche come cogli l’attimo”.
Essa è tratta dalle “Odi” di Orazio, non ha nessun significato se non completata col suo verso successivo: "quam minimum credula postero", ovvero "confidando il meno possibile nel domani".
Il messaggio di Orazio è chiaro, così come quello dei guru di crescita personale: per essere felice devi pensare solo al presente.
Il problema è che la vita non dura 24 ore ed il bisogno di pianificare e costruirsi un futuro incombe su tutti noi. Per eccellere, per realizzarsi è fondamentale organizzarsi. Mettiamo da parte il carpe diem per i giorni di festa.
3. Smettere di seguire il branco. "Più osserviamo altre persone che mostrano un comportamento, più pensiamo che quel comportamento sia giusto, e questo è assurdo", sostiene Dobelli. Prima di lui, sicuramente tua madre te l’avrà detto centinaia di volte, mentre imitavi la pettinatura o gli atteggiamenti del più cafone della classe!
In poche parole: sei in grado di distinguere da solo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, va’ e segui la tua via.
4. Iniziare una dieta mediatica. Limitare le news è sempre la cosa più opportuna. Molte notizie ci turbano e destabilizzano, a volte addirittura ci fanno proiettare le catastrofi che vediamo nella nostra vita. Non cercare sempre la news, a tutti i costi ed a qualsiasi ora, rilassati!

5. Il presente è programmazione. Questo si ricollega al secondo punto. Per l’autore dobbiamo essere in grado di pianificare i nostri obiettivi, di sognare i nostri traguardi e di compiere piccole azioni quotidiane per raggiungerli.

Conclusioni e rinvio

La lista di Dobelli non è sicuramente esaustiva, ma ci offre spunti interessanti.
Innanzitutto si parte dall'ipotesi che non esiste una formula per arrivare alla felicità.
Essendo un sentimento naturale non può essere “telecomandato” come sostengono molti guru.
Possiamo invece agire eliminando gli ostacoli che distruggono la nostra gioia.
Il punto interessante della lista fornitaci dall'autore, in controtendenza rispetto ai guru della crescita personale, è la rimozione del concetto di “presente”.
I sogni, le aspirazioni a medio e lungo termine, i progetti vanno pianificati.
Alla pianificazione segue la conquista quotidiana attraverso le azioni necessarie (lavoro) per la realizzazione.
A volte anche io ti ho detto di vivere solo il presente, di focalizzare la tua attenzione sulla realtà che ti circonda per non perderti nella nebbia dell’ansia.
Questo vale ancora, in alcuni momenti particolari.
In realtà se non programmi, se non sogni sei infelice.
Senza un sogno da portare avanti, io non mi alzo nemmeno la mattina!

Il nostro discorso sulla felicità non termina qui. Martedì ci sarà un inserto speciale per gli iscritti alla newsletter: “Allena la tua mente: 3 esercizi per essere felice”.
Un inserto davvero da non perdere.

Tu cosa aspetti? Iscriviti alla newsletter di culturaperta ed otterrai: 
  • Anteprima dell’articolo in uscita sul blog;
  • Accesso all'area premium, dove potrai scaricare tutte le guide e gli inserti speciali;
  •   Sconti e promozioni.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


 Dai fallo sto sforzo, è gratis ed è un modo per gratificare il mio  lavoro!!!

Foto tratta da Google Immagini












Continua a leggere...

sabato 21 maggio 2016

Le 7 emozioni negative da evitare

Spesso ci lasciamo dominare dalle nostre emozioni.
Il subconscio è particolarmente sensibile ai pensieri generati proprio da questi sentimenti.

Nel post di oggi, grazie al contributo di Napoleon Hill, cercheremo di delineare le principali emozioni negative che costringono i nostri pensieri a ferire continuamente la nostra psiche. 

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.
Kahlil Gibran

Le emozioni sono sostanzialmente stati mentali e fisiologici che evidenziano reazioni soggettive ad eventi vissuti. Trovano snodo a livello:
  • Cognitivo (auto immaginazione, pensieri che abbiamo in quel momento),
  • Comportamentale (battere i pugni sul tavolo dopo un incaxxatura, correre ad abbracciare una persona che non vedevamo da anni, etc.),
  •  Fisiologico (accelerazione del battito cardiaco, sudorazione eccessiva, tremore, etc.).

Le emozioni positive o negative, sono parte integrante della nostra vita. Non possiamo vivere senza provarle, a meno che non sei un robot di ultima generazione!
Hanno un’importanza vitale, in quanto scandiscono i passi del nostro essere, delimitando le aree di piacere da quelle di paura.
Un’emozione ha bisogno di essere vissuta in quanto la vita si esprime e si colora attraverso essa.
L’emozione è quell'attimo che circonda i tuoi pensieri, armonizzando la vita col vissuto, rende un ricordo, la via di fuga di un sentimento.
E’ impossibile comunque non pensare a quanto sgradevoli siano le emozioni negative.
A volte arrivano all'improvviso, rovinando attimi irrecuperabili!
Il più delle volte il consiglio che sentiamo prevale in questi casi è sempre lo stesso: “impara a gestire le tue emozioni”.
Ottimo! Chi te lo dice è un genio assoluto!!!
Gestire alcune emozioni è teoricamente possibile, su altre non è possibile agire.
Molte volte la reazione ad un’emozione non può essere nemmeno spiegata.
Ecco perché questo è un campo fuori dalla portata di molti “consiglieri”.


Un nuovo approccio

Visto che gestire un’emozione è impossibile, possiamo almeno provare a comprendere quali dobbiamo evitare.
Su queste emozioni negative puoi avere un controllo a priori.
Ogni giorno senza saperlo tu parli con te stesso: a volte ti rimproveri qualcosa, altre te ne stai buono ed altre ancora ti senti come un re.
In questi pensieri che trasmetti al subconscio c’è il tuo stato d’animo.
La lingua del subconscio è quella emotiva.
In poche parole le emozioni negative si insinuano nei tuoi pensieri e tu, da bravo interlocutore quale sei le trasmetti al subconscio.
Oggi, ancora una volta grazie al contributo di Napoleon Hill, ti indicherò le 7 emozioni negative da evitare.
Ed eccoti la lista:
  1. Emozione della paura;
  2. Emozione della gelosia;
  3. Emozione dell'odio;
  4. Emozione della vendetta;
  5. Emozione dell'avidità;
  6. Emozione della superstizione;
  7. Emozione della collera.

Inutile dirti quanto dannose possano essere queste emozioni. Molti casi di disturbo o disagio psicologico, nascono da questi sentimento.
La paura, la gelosia e l’odio associato al desiderio di vendetta, possono davvero portare ad una condizione di grave disagio psichico, in altri casi, si trasformano in vere e proprie patologie.
Ma poi mentre scrivo continuo a chiedermi: che senso ha vivere la tua esistenza logorato da questi sentimenti avversi?
Queste prime 4 emozioni negative risultano determinate da una mancanza di :
  1. autostima;
  2. fiducia in se stessi;
  3. forza di volontà.
Come reagire se si è vittima di questi stati negativi? Inizia da qui

Gli ultimi tre sentimenti sono legati da un componente totalitario: l'egoismo.
L'avidità, la superstizione e la collera nascono dall'esasperazione individuale di noi comuni mortali.
L'egoismo in fin dei conti è la congiunzione mortale tra l'ego e il cinismo.
Quando tutto deve girare intorno a te, quando l'unico merito che riconosci agli altri è quello di saperti elogiare, quando hai un bisogno sfrenato di accumulare cose senza saperle condividere, quando non sei capace di regalare un sorriso o una carezza a chi ti sta accanto: sei vuoto, inutile, sciocco, la tua vita non ha un senso, ne una meta.
Ricorda le mie parole: sarai nemico di te stesso.
Legherai la tua esistenza a falsi miti e leggende, sarai capace di odiare anche tuo padre solo per il gusto che si prova ad essere pieni di quella "rabbia" che finirà per ucciderti.
Se vuoi ragionarci su ho qui qualcosa che fa per te, leggi la splendida poesia di Kipling: "Se(come essere uomo)".

Ora scommetto che oltre alle 7 emozioni negative, vorresti conoscere anche quelle positive.
No problem!
Martedì invierò agli iscritti alla newsletter di culturaperta un estratto speciale: "Le 7 emozioni positive: una vita a rincorrerle".
Tu cosa aspetti? Iscriviti alla newsletter, per non perdere gli articoli settimanali, gli inserti speciali e tante sorprese e promozioni.

Foto tratta da Google Immagini.



1
Continua a leggere...